25 aprile 2020 Un’invasione di memoria

Di seguito il messaggio del Direttivo della Sezione in occasione della festa della Liberazione 2020:

Care Compagne e cari Compagni,
La ricorrenza della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo quest’anno trova tutti gli italiani, nel nostro Paese e nel mondo, confinati nelle case per l’emergenza COVID-19. La difesa della democrazia è un impegno che ogni antifascista ha ben presente e fa parte delle convinzioni personali che ognuno di noi ha e che guidano ed influiscono la vita quotidiana insieme agli affetti familiari ed amicali, alle proprie tendenze politiche, culturali, religiose, esperienze lavorative, ricordi… tutte cose forse ovvie sulle quali, forse mai come in questo periodo, ci ripensiamo e ci riflettiamo più intensamente, anche per le incertezze e le paure che balenano nelle nostre teste in merito all’immediato futuro. Per noi quindi, la Liberazione e quello che rappresenta in termini di sacrifici e di progresso e promozione sociale, è importante sempre, tutti i giorni. Anche perché tutti i giorni ci sono tentativi ed azioni, in tutto il mondo, di cancellare, ripudiare, reinterpretare e realizzare nel presente, quanto è scolpito nella Storia dell’uomo nel corso dei secoli e, in particolare, nell’ultimo. Questa mancanza di memoria e di conoscenza, con l’epidemia contro cui tutti stiamo lottando, rischia di aggravarsi: in Italia il virus ha spazzato via, in solitudine, lontane dai propri familiari ed amici, molte di quelle persone che avevano vissuto e partecipato attivamente a quei fatti che la Festa della Liberazione vuole celebrare. Per questo motivo vogliamo segnalarvi il volume “Noi Partigiani”, curato da Gad Lerner e Laura Gnocchi, con la prefazione di Carla Nespolo, Presidente nazionale ANPI, nel quale troverete le testimonianze ed i ricordi di tanti partigiani e partigiane.

Senza voler cadere nella retorica, spesso nauseante, dell’emergenza coronavirus, anche oggi abbiamo dei nuovi Partigiane e Partigiani: sono le persone che lavorano nel comparto sanitario, dai medici al personale infermieristico e tutti coloro che, per mansioni varie, sono in prima linea in questa lotta, sacrificando le loro vite e operano quotidianamente con la preoccupazione per le persone che curano e la paura per la salute dei propri familiari che potrebbero essere coinvolti nella pandemia… le stesse preoccupazioni dei Resistenti di 75 anni. Avevamo in programma un evento da realizzare a Parigi: celebrare il 25 aprile, con la Chorale Populaire de Paris, in una serata presso la sala della Bourse du Travail (annexe Varlin) ma, naturalmente, non sarà possibile. Abbiamo quindi accolto l’appello dell’ANPI nazionale ad unirci virtualmente a tutti gli Antifascisiti con l’iniziativa #bellaciaoinognicasa: il 25 aprile alle ore 15, l’ora in cui ogni anno parte a Milano il grande corteo nazionale, invitiamo tutti ad esporre dalle finestre, dai balconi il tricolore e ad intonare Bella ciao, anche a Parigi e nelle città in cui vivete. Prima di questo appuntamento potremo vederci, sempre sabato 25 aprile alle 14.30, per un saluto e, alle 15, cantare insieme “Bella Ciao” sulla piattaforma meeting di Zoom (il link zoom può essere richiesto a anpi.francia@gmail.com).

Con l’occasione, ringraziamo chi ha partecipato alla Giornata del Tesseramento del 23 febbraio (appena in tempo prima dell’emergenza): sono stati molti, Compagne e Compagni, che hanno scelto di aderire alla nostra Sezione “Carlo e Nello Rosselli”. Quella del 2020 è un’adesione importante, sia per la ricorrenza del 75° Anniversario della Liberazione e sia per le particolarità del periodo che stiamo vivendo. Ricordiamo che è possibile aderire anche da remoto, compilando la scheda allegata e disponendo un bonifico della quota di adesione: Nella scheda troverete le quote di adesione e le coordinate bancarie del conto corrente “ANPI-PARIGI”. La tessera vi verrà spedita per posta al vostro indirizzo.

Un abbraccio, senza guanti e mascherina e, con l’auspicio di poterci rivedere presto, saluti RESISTENTI a tutt*!!

Giornata del tesseramento

Il 23 febbraio 2020, in concomitanza con le giornate nazionali del tesseramento, l’ANPI Parigi ha incontrato iscritti e simpatizzanti in sede (Les Garibaldiens, 20, rue des Vinaigriers 75010, Paris) per aderire o rinnovare il proprio tesseramento all’associazione. Il pomeriggio è stato allietato da tante chiacchiere tra vecchi e nuovi aderenti, e da una merenda condivisa. Hanno partecipato all’incontro circa una trentina di persone. Qui di seguito qualche foto dell’evento e un link ad una delle canzoni che hanno costituito la colonna sonora del pomeriggio :

https://www.youtube.com/watch?v=XrCfvRnJ67U

Un’intervista di Lisa Ginzburg a Piero Terracina

Domenica 26 gennaio 2020, dalle ore 17:00 alle 19:00

Chez Acli Paris – 28 Rue Claude Tillier – Paris 12

PER NON DIMENTICARE…

Con Lisa Ginzburg, ricorderemo Piero Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz, mancato a Roma il 9 dicembre 2019 a 91 anni: Lisa lo intervistò nel 2000 per la trasmissione “Il Novecento racconta” di RAI Radio3 e, ascoltando alcuni brani dell’intervista, ci racconterà la sua storia, il ricordo e le emozioni di quell’incontro.


Piero Terracina nacque il 12 novembre 1928 a Roma da Giovanni Terracina e Lidia Ascoli. Ebbe due fratelli maggiori, Leo e Cesare, ed una sorella maggiore, ed una sorella maggiore, Anna. Il padre lavorava come rappresentante di tessuti. La famiglia viveva nel quartiere di Trastevere.

Piero frequentò le scuole pubbliche sino al 193, quando fu costretto ad abbandonarle e ad iscriversi alle scuole ebraiche a seguito dell’emanazione delle leggi razziali. Il padre continuò a lavorare sino al 1942 quando la ditta, di proprietà di un ebreo, entrò in crisi per l’inasprirsi delle leggi razziali.

Il 7 aprile 1944 Piero, con i genitori, i fratelli, uno zio paterno ed un nonno, era riunito coi familiari per festeggiare la Pasqua ebraica, fu arrestato e incarcerato a Regina Coeli. Il 12 aprile 1944 l’intera famiglia venne caricata su un camion diretto a Siena; da qui raggiunse il campo di Fossoli di Carpi, dove assistette all’omicidio di un prigioniero da parte di una sentinella SS. per non avere risposto celermente ad un comando. La famiglia vi rimase sino al 16 maggio 1944, quando venne condotta alla stazione di Carpi.

Qui venne divisa e Piero fu caricato con gli uomini della famiglia su un vagone piombato di un convoglio diretto ad Auschwitz. Dopo un lungo viaggio il treno arrivò alla stazione di Auschwitz dove sostò per parecchie ore prima di entrare nel campo di concentramento di Birkenau.

Non rivide mai più i genitori ed il nonno. In seguito, venne condotto alle docce, fu fatto spogliare, venne depilato, rasato e tatuato con il numero di matricola. Venne alloggiato in una baracca e impiegato per tutta l’estate del 1944 nella bonifica di un’area fuori dal campo.

Nel settembre 1944 lo zio di Piero non superò una selezione e venne ucciso. Nell’ottobre 1944 Piero fu separato dai fratelli e sistemato in una baracca riservata ai ragazzi minori di 18 anni. Il 19 gennaio 1945 venne evacuato insieme ai pochi prigionieri rimasti. Durante la marcia le sentinelle SS. si diedero alla fuga per sfuggire alle truppe russe che avanzavano.

Piero cercò un riparo dal freddo e raggiunse il campo di Auschwitz, ormai abbandonato. Qui venne liberato il 27 gennaio 1945 dalle truppe sovietiche.

Fu l’unico sopravvissuto dei familiari deportati.

ANPI Parigi – Chez Acli Paris – FOCUS IN

Sentinelli di Parigi – Sardine di Parigi – Acli Paris

Flashmob “Sardine Parigi”

Sabato 14 dicembre 2019 si è tenuto nella Place du Trocadéro il flashmob delle Sardine parigine. L’evento è stato organizzato in contemporanea al grande raduno delle Sardine nella Piazza San Giovanni di Roma ed in molte altre piazze di città europee. Erano presenti, con alle spalle la Tour Eiffel, circa 300 persone. Riportiamo qui di seguito l’intervento effettuato durante la manifestazione dal Presidente della sezione ANPI di Parigi, Raffaele de Leo.

Tutti si chiedono chi sono le SARDINE… le Sardine siamo noi, siamo quelli che cercano di occupare un posto che non è occupato da nessuno, che è stato abbandonato dalle forze “progressiste”, uno spazio da occupare che non rivendica niente di speciale, ma pone domande, domande alle quali qualcuno deve rispondere, quindi è giusto che non sia un partito, è giusto che non sia un movimento formalizzato (abbiamo brutte esperienze di movimenti spontanei che poi sono diventati un’altra cosa). Da questo però non bisogna essere ingenui: sardine sì, fessi no! Ho sentito una Sardina di Firenze, il giorno dopo flashmob fiorentino, dire “non siamo né di destra e né di sinistra”. Questo non può essere! In tutto il mondo c’è chi sta da una parte e chi sta dall’altra, quindi non perdiamoci in queste cose. Come Presidente dell’ANPI, ci teniamo a ricordare cosa è stato il passato: Liliana Segre dice sempre che la memoria è importante perché evita di fare gli errori che sono stati fatti nel passato. Voglio chiudere con un testo di una Sardina che fu scritto nel 1917. Voi non lo sapete ma c’erano Sardine già allora! Questa Sardina, sarda, è Antonio Gramsci e scriveva questo:

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti.Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”. Antonio GRAMSCI – 11 febbraio 1917

“Manifestazione nazionale delle “sardine” a Roma: l’ANPI ci sarà”

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo. Appuntamento il 14 dicembre alle ore 15 in Piazza San Giovanni a Roma

L’ANPI parteciperà alla manifestazione nazionale delle “sardine”, indetta per sabato 14 dicembre a Roma, perché si tratta di un movimento fortemente popolare con una dichiarata passione democratica e costituzionale. Ne condividiamo la natura antiautoritaria, il ripudio dell’odio e di ogni linguaggio offensivo, la spontanea vocazione antifascista che si manifesta anche nel frequente canto di “Bella ciao”. Soprattutto ne condividiamo l’entusiasmo e il desiderio di riconquista del proprio futuro, ed auspichiamo perciò che duri nel tempo. È il contrario dell’antipolitica, perché avanza parole d’ordine di riforma della politica e di fiducia nella buona politica. La fortissima presenza di ragazze e ragazzi in questo movimento è una interessantissima novità perché, al pari delle recenti manifestazioni studentesche contro il riscaldamento globale, manifesta una speranza ed una volontà di rinnovamento che va incoraggiata e sostenuta. Parteciperemo alla manifestazione di Roma senza bandiere e striscioni dell’Associazione, come cittadini che rivendicano più democrazia e più giustizia sociale, e che vedono nella Costituzione il punto di riferimento fondamentale per ogni cambiamento.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

5 dicembre 2019

fonte : https://www.anpi.it/articoli/2262/manifestazione-nazionale-delle-sardine-a-roma-lanpi-ci-sara

Sono antifascista perchè…

La testimoninanza di Lorenzo TOMMASI

Difficile condensare in poche parole le tante motivazioni che possono spingere a un impegno dichiaratamente antifascista. Per quanto mi riguarda ho avuto il privilegio o la maledizione di nascere e crescere in un luogo in cui è consueto prendere parte. Bologna e la sua Provincia sono state tragicamente segnate dal fascismo. Dalla sua ascesa -basti pensare alla violenza squadrista che impedì nel 1920 l’insediamento della Giunta Comunale socialista regolarmente eletta – fino alla sua decadenza, macchiata dall’ignobile sostegno alle feroci rappresaglie naziste, di cui Marzabotto è uno degli esempi di crudeltà più conosciuto. Ma da contraltare al fascismo si è sviluppato un ampio e solido fronte di Resistenza. E la mia mente si riempie di ricordi, racconti e testimonianze di antifascisti e partigiani militanti che, per la maggior parte, oggi non ci sono più, ma che hanno contribuito a rafforzare la mia idea di libertà, giustizia e impegno sociale. Se devo parlare di una personale testimonianza antifascista di oggi mi risulta spontaneo fare riferimento al mio impegno nel terzo settore e soprattutto all’attività su cui ho investito più tempo ed energia, quella di volontario della Pubblica Assistenza di Sasso Marconi (BO). Le Pubbliche Assistenze sono associazioni ONLUS diffuse su tutto il territorio nazionale già dai primi anni dell’Unità d’Italia, la cui attività principale è quella del primo soccorso socio-sanitario. Durante il fascismo le Pubbliche Assistenze vennero sciolte, a volte con la violenza. Tra i ricordi di storie ascoltate mi viene alla mente quella del partigiano comunista e volontario ANPAS (Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze) Garibaldo Benifei che descrisse l’assalto degli squadristi alla sede della Pubblica Assistenza di Livorno. Le Pubbliche Assistenze sono giustamente associazioni apolitiche, ma che svolgono un ruolo di fondamentale aiuto sociale e di solidarietà umana, in un mondo purtroppo sempre più individualista ed indifferente ai bisogni del prossimo e della collettività.

Con questo spirito sono stato attivo per anni come volontario, fino al mio trasferimento a Parigi, investendo e ricevendo tanto da questa esperienza. Non è stata la mia attività come volontario del soccorso a farmi iscrivere all’Anpi, ma è anzi attraverso l’Anpi che ho imparato la necessità di attualizzare e concretizzare la resistenza antifascista in un impegno civile che coordini il nostro agire tanto nella professione quanto nel tempo libero e nelle relazioni. Una necessità che nel tempo si fa sempre più forte davanti a una memoria storica che svanisce e a un ritorno subdolo e mistificato di nuove tendenze autoritarie.

Una foto di Garibaldo Benifei
fonte : https://www.stamptoscana.it/livorno-in-lutto-piange-il-partigiano-garibaldo-benifei/

Tessera ANPI 2020

Ecco la copertina della tessera ANPI 2020. Si tratta della rielaborazione di un progetto di manifesto per il 25 aprile 1973 realizzato dal noto designer e partigiano Albe Steiner. Approfittiamo per ringraziare di cuore Anna Steiner e lo studio Origoni Steiner per questa preziosa e volontaria creazione.

La campagna tesseramento 2020 è aperta !

Non esitare a contattarci per aderire o rinnovare la tua tessera

contatti : anpifrancia@gmail.com

Seguici su Facebook : pagina ANPI Parigi e gruppo ANPI Francia

Statuto e regolamento ANPI

STATUTO E REGOLAMENTO
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
A.N.P.I.
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA
Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224


STATUTO
Testo approvato con D.L. 5 aprile 1945, n. 224 pubblicato sulla G.U. n. 61
del 22 maggio 1945
Modificato con D.P.R. n. 199 del 26 febbraio 1970 pubblicato sulla G.U. n. 111
del 5 maggio 1970
Modificato con D.P.R. n. 773 del 15 settembre 1980 pubblicato sulla G.U. n. 319
del 20 novembre 1980
Modificato dall’Ufficio Territoriale del Governo della Prefettura di Roma e
iscritto nel Registro delle Persone giuridiche in data 15 maggio 2006 ai sensi
dell’art. 2 del D.P.R. 10 febbraio 2000 n. 361
Modificato dall’Ufficio Territoriale del Governo della Prefettura di Roma e
iscritto nel Registro delle Persone Giuridiche in data 20 giugno 2013 ai sensi
dell’art. 2 del D.P.R. 10 febbraio 2000 n. 361; ratificato dal Congresso nazionale
ANPI in data 14 maggio 2016, con annotazione nel Registro delle Persone
Giuridiche in data 28 luglio 2016

2019

 

COSTITUZIONE E FINALITÀ

Articolo 1
È costituita l’Associazione nazionale fra i partigiani italiani con la denominazione «ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA»
(A.N.P.I.).

Articolo 2
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha lo scopo di:
a) riunire in associazione tutti coloro che hanno partecipato con azione personale diretta, alla guerra partigiana contro il nazifascismo, per la liberazione d’Italia, e tutti coloro che, lottando contro i nazifascisti, hanno contribuito a ridare al nostro Paese la libertà e a favorire un regime di democrazia, al fine di impedire il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e di assolutismo;
b) valorizzare in campo nazionale ed internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani e degli antifascisti, glorificare i Caduti e perpetuarne la memoria;
c) far valere e difendere il diritto acquisito dei partigiani di partecipare allo sviluppo morale e materiale del Paese;
d) tutelare l’onore e il nome partigiano contro ogni forma di vilipendio o di speculazione;
e) mantenere vincoli di fratellanza tra partigiani italiani e partigiani di altri paesi;
f) adottare forme di assistenza atte a recare aiuti materiali e morali ai soci, alle famiglie dei Caduti e di coloro che hanno sofferto nella lotta contro il fascismo;
g) promuovere studi intesi a mettere in rilievo l’importanza della guerra partigiana ai fini del riscatto del Paese dalla servitù tedesca e delle riconquiste della libertà;
h) promuovere eventuali iniziative di lavoro, educazione e qualificazione professionale, che si propongano fini di progresso democratico della società;
i) battersi affinché i princìpi informatori della Guerra di Liberazione divengano elementi essenziali nella formazione delle giovani generazioni;
l) concorrere alla piena attuazione, nelle leggi e nel costume, della Costituzione Italiana, frutto della Guerra di Liberazione, in assoluta fedeltà allo spirito che ne ha dettato gli articoli;
m) dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione.

 

SEDE, COMITATI PROVINCIALI, SEZIONI

Articolo 3
L’Associazione ha sede nazionale in Roma.
Nei capoluoghi di provincia, quando vi siano almeno cento iscritti nella provincia, si costituiranno Comitati provinciali.
In ogni Comune, d’intesa col Comitato provinciale, può essere costituita anche
più di una Sezione purché ciascuna sezione non abbia meno di venti iscritti.

 

ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

Articolo 4
Il Congresso nazionale
Il Congresso nazionale è composto dai delegati dei Congressi provinciali.
Il Congresso nazionale è convocato dal Comitato nazionale almeno una volta ogni 5 anni con un preavviso non inferiore a mesi tre. È inoltre convocato dal Comitato nazionale quando se ne ravvisi la necessità o quando ne è fatta richiesta scritta e motivata da non meno di un quinto dei Comitati provinciali esistenti che rappresentino almeno un terzo di tutti gli iscritti all’Associazione.
Il Congresso nazionale è legalmente costituito in prima convocazione quando i delegati rappresentino almeno il 50% dei soci. In seconda convocazione, da tenersi almeno 6 ore dopo la prima convocazione, il Congresso è valido qualunque sia il numero dei soci rappresentati. Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti rappresentati. Il Congresso nazionale elegge di volta in volta il suo Presidente o la Presidenza. Il
Congresso nazionale delibera sulle direttive e sulle questioni di carattere generale, elegge i componenti del Comitato nazionale e degli altri organi nazionali dell’Associazione. Il Congresso nazionale esamina la relazione morale e finanziaria predisposta dal Comitato nazionale.

Articolo 5
Il Comitato nazionale
Il Comitato nazionale è eletto dal Congresso nazionale ed è composto di 27 membri. Esso elegge tra i suoi membri un Presidente nazionale, i vicepresidenti nazionali, la Segreteria nazionale e un responsabile amministrativo.
I membri del Comitato nazionale durano in carica da un Congresso all’altro.
Il Comitato nazionale si riunisce almeno una volta ogni tre mesi e, in via straordinaria, quando il Presidente nazionale, oppure sette membri o i revisori dei conti ne ravvisino la opportunità. La convocazione deve essere fatta con un preavviso di almeno tre giorni. Il Comitato nazionale attua la linea associativa deliberata dal Congresso e provvede:
a) a realizzare gli scopi sociali impartendo le direttive ai Comitati provinciali;
b) a controllare le attività dei Comitati provinciali;
c) a redigere ed approvare annualmente il bilancio preventivo ed il conto consuntivo dell’Associazione;
d) a ratificare annualmente i bilanci preventivi e consuntivi dei Comitati provinciali ed eventualmente a predisporre visite ai Comitati provinciali allo scopo di verificare che l’amministrazione sia tenuta nella piena osservanza delle norme e per i fini statutari;
e) a risolvere eventuali vertenze in seno alla Associazione;
f) ad adottare tutti i provvedimenti necessari per il buon funzionamento dell’Associazione.
Il Comitato Nazionale può procedere alla cooptazione di nuovi membri, scelti tra i soci dell’ANPI, in caso di decesso o impedimento assoluto di alcuno dei propri componenti ovvero quando ciò si renda necessario per la funzionalità dell’Associazione. La relativa deliberazione è adottata con la maggioranza dei componenti del Comitato Nazionale.


Articolo 6
Il Presidente nazionale
Il Presidente nazionale ha la rappresentanza legale dell’Associazione, a tutti gli effetti, e provvede alla esecuzione delle deliberazioni del Comitato nazionale. In caso di assenza o di impedimento, è sostituito da uno dei vice presidenti, all’uopo designato dal Comitato.


Articolo 7
Il Congresso nazionale elegge tra i soci:
a) una Presidenza Onoraria
b) un Consiglio nazionale
fissando per entrambi il numero dei componenti i quali saranno consultati dal Comitato nazionale in merito alle più importanti questioni d’interesse generale e associativo.
La convocazione della Presidenza Onoraria e del Consiglio nazionale sarà fatta dal Presidente della Associazione con un preavviso non inferiore a cinque giorni e almeno una volta l’anno.


Articolo 8
Collegio dei Revisori dei Conti
Il Collegio dei Revisori dei Conti dell’Associazione nazionale è eletto dal Congresso ed è composto di tre revisori effettivi e di due supplenti, scelti tra i soci.
Esso nomina nel suo seno un Presidente e si riunisce per esercitare il controllo sulla gestione contabile ed amministrativa dell’Associazione e redige apposite relazioni sul bilancio di previsione e sul conto consuntivo.
Il Collegio dei Revisori dei Conti dura in carica da un Congresso all’altro.


Articolo 9
Comitati regionali
In ogni Regione può essere costituito – d’intesa con il Comitato nazionale – un Comitato regionale composto da uno o più rappresentanti designati in egual numero da ciascun Comitato provinciale con il compito di stimolare e coordinare l’azione dei Comitati provinciali e di rappresentare l’Associazione nei rapporti con le istituzioni regionali. Il Comitato regionale, salvo diversa determinazione da approvarsi dal Comitato nazionale, ha sede nella città capoluogo della Regione ed usufruisce della sede e dei servizi del Comitato provinciale in cui ha sede. Il Comitato regionale può eleggere tra i suoi componenti un Presidente e uno o più vice presidenti.


Articolo 10
Il Congresso provinciale
In ciascuna provincia il Congresso provinciale è formato dai delegati delle Sezioni.
Il Congresso provinciale è convocato in via ordinaria in preparazione del Congresso nazionale nella località stabilita dal Comitato provinciale in via straordinaria su richiesta del Comitato nazionale o su richiesta scritta e motivata delle sezioni in un numero non inferiore a un quinto delle Sezioni stesse e che rappresentino almeno un terzo dei soci della circoscrizione del Comitato provinciale. La convocazione deve essere fatta con
un preavviso non inferiore a trenta giorni.
Per la validità delle deliberazioni del Congresso provinciale valgono le norme stabilite per le deliberazioni del Congresso nazionale.
Il Presidente del Congresso provinciale è eletto di volta in volta.


Articolo 11
Il Congresso provinciale nomina i componenti del Comitato provinciale ed il Collegio dei Revisori dei Conti, e delibera sulle questioni di carattere generale nell’ambito della provincia.


Articolo 12
Il Comitato provinciale è composto da un numero di membri da stabilirsi di volta in volta dal Congresso provinciale in rapporto alle esigenze locali ed al numero degli iscritti.
Il Comitato provinciale sceglie tra i suoi membri un Presidente provinciale, i vice presidenti, la segreteria provinciale ed un responsabile amministrativo. Il Comitato provinciale dura in carica da un Congresso all’altro.
Il Comitato provinciale si riunisce in via ordinaria almeno ogni tre mesi o quando il Presidente oppure un terzo dei membri del Comitato o i Revisori dei Conti ne ravvisino l’opportunità. La convocazione deve essere fatta con un preavviso non inferiore a tre giorni. Competono ai Comitati provinciali tutte le attribuzioni del Comitato nazionale rispetto ai Comitati di Sezione della provincia, l’esecuzione delle direttive del Comitato nazionale e delle deliberazioni del Congresso provinciale.
Il Comitato provinciale esamina ed approva ogni anno il proprio bilancio preventivo ed il conto consuntivo e può predisporre visite ai Comitati sezionali allo scopo di verificare che la regolare amministrazione sia tenuta nella piena osservanza delle norme e per fini statutari.
Si applica al Comitato provinciale la disposizione di cui al terzo comma dell’art. 5.


Articolo 13
Il Presidente provinciale cura l’esecuzione delle deliberazioni del Comitato provinciale ed è sostituito in caso di assenza o di impedimento da uno dei vice presidenti designato dal Comitato provinciale.


Articolo 14
Il Collegio dei Revisori dei Conti del Comitato provinciale è eletto dal Congresso provinciale ed è composto di tre revisori effettivi e di due supplenti scelti fra i soci.
Esso nomina nel suo seno un Presidente e si riunisce per esercitare il controllo della gestione contabile ed amministrativa del Comitato provinciale e redige apposite relazioni sul bilancio di previsione e sul conto consuntivo.
Il Collegio dei Revisori dei Conti dura in carica da un Congresso provinciale
all’altro.


Articolo 15
Il Congresso provinciale può eleggere in analogia ai corrispondenti organi nazionali: a) una Presidenza Onoraria b) un Consiglio provinciale fissando per entrambi il numero dei componenti.

Articolo 16
L’Assemblea di sezione
L’Assemblea di sezione è composta dai soci aventi diritto al voto nella Sezione. L’Assemblea è convocata almeno una volta all’anno in via ordinaria dal Comitato di Sezione e in via straordinaria su richiesta del Comitato nazionale o del Comitato provinciale o su domanda motivata di almeno un terzo dei soci. Se necessario l’Assemblea di sezione può provvedere al rinnovo delle cariche sociali.
La convocazione deve essere effettuata con un preavviso non inferiore a
giorni cinque.
Per la validità delle deliberazioni dell’Assemblea di sezione valgono le norme stabilite per le deliberazioni del Congresso nazionale. Il Presidente o la Presidenza dell’Assemblea di sezione è eletta di volta in volta.


Articolo 17
L’Assemblea di sezione nomina i componenti del Comitato di sezione ed il Collegio dei Revisori dei Conti esamina ed approva il bilancio preventivo ed il conto consuntivo predisposti annualmente dal Comitato e delibera sulle questioni di carattere generale nell’ambito del territorio di sua competenza in aderenza alle determinazioni del Congresso nazionale e del Congresso provinciale.


Articolo 18
Il Comitato di sezione è eletto dall’Assemblea ed è composto di un numero di membri da stabilirsi di volta in volta dall’Assemblea stessa ed in rapporto alle esigenze locali ed al numero degli iscritti.
Il Comitato di sezione sceglie tra i suoi membri un Presidente, uno o più vice presidenti, la segreteria o un segretario e il responsabile amministrativo.
Il Comitato di sezione redige annualmente il bilancio preventivo ed il conto consuntivo da sottoporre alla Assemblea, provvede all’esecuzione delle direttive del Comitato nazionale e del Comitato provinciale. Il Comitato di sezione istruisce le domande di iscrizione a socio, secondo le norme stabilite dal presente statuto e le direttive impartite dal Comitato nazionale.


Articolo 19
Il Presidente del Comitato di sezione cura l’esecuzione delle deliberazioni del Comitato ed è sostituito in caso di assenza o di impedimento da uno dei vice presidenti designati dal Comitato di sezione.


Articolo 20
I Revisori dei Conti della Sezione in numero di tre membri effettivi ed uno supplente sono eletti dalla Assemblea e sono scelti tra i soci.
Essi si riuniscono per esercitare il controllo sulla gestione contabile e amministrativa della Sezione.


Articolo 21
I Comitati provinciali o comunali possono, sotto la loro responsabilità, costituire a latere dei circoli intitolati a Caduti o a episodi della Resistenza cui possono iscriversi persone di provata fede antifascista che si propongano in accordo con gli organi direttivi di portare avanti, con azione non contrastante la linea unitaria e democratica dell’Associazione, gli ideali della Lotta di Liberazione.

 

I SOCI


Articolo 22
Sono soci d’onore, con tutti i diritti compreso il diritto al voto, i familiari dei Caduti nella Guerra di Liberazione e di coloro che come prigionieri politici o vittime di rappresaglie o come ostaggi o come perseguitati politici furono assassinati dai nazifascisti o comunque siano deceduti successivamente in seguito a ferite o malattie riportate durante la Lotta di Liberazione, purché ne siano personalmente degni.
I familiari di cui al comma precedente sono: il coniuge superstite e i discendenti diretti e, in difetto di questi, gli ascendenti diretti.


Articolo 23
Possono essere ammessi come soci con diritto al voto, qualora ne facciano domanda scritta:
a) coloro che hanno avuto il riconoscimento della qualifica di partigiano o patriota o di benemerito dalle competenti commissioni;
b) coloro che nelle formazioni delle Forze Armate hanno combattuto contro i tedeschi dopo l’armistizio;
c) coloro che, durante la Guerra di Liberazione siano stati incarcerati o deportati per attività politiche o per motivi razziali o perché militari internati e che non abbiano aderito alla Repubblica Sociale Italiana o a formazioni armate tedesche.
Possono altresì essere ammessi come soci con diritto al voto, qualora ne facciano domanda scritta, coloro che, condividendo il patrimonio ideale, i valori e le finalità dell’A.N.P.I., intendono contribuire, in qualità di antifascisti, ai sensi dell’art. 2, lettera b), del presente Statuto, con il proprio impegno concreto alla realizzazione e alla continuità nel tempo degli scopi associativi, con il fine di conservare, tutelare e diffondere la conoscenza delle vicende e dei valori che la Resistenza, con la lotta e con l’impegno civile e democratico, ha consegnato alle nuove generazioni, come elemento fondante della Repubblica, della Costituzione e della Unione Europea e come patrimonio essenziale della memoria del Paese.


Articolo 24
L’ammissione dei soci, compresi i soci d’onore, di cui all’art. 22 e quelli di cui al secondo comma dell’art. 23, è deliberata dal Comitato provinciale.
La domanda di iscrizione deve essere corredata dalla necessaria documentazione.
Quando speciali circostanze lo richiedono, il Comitato nazionale ha diritto di intervenire in merito all’ammissione dei soci, anche dopo che sia già intervenuta la deliberazione del Comitato provinciale.


Articolo 25
Il socio si impegna a corrispondere l’importo della tessera. Ove occorra, per la presenza di minoranze etniche, la tessera sarà stampata bilingue.


Articolo 26
Il socio ha diritto di godere di tutti i servizi assistenziali che l’Associazione organizzi sia direttamente sia a mezzo degli enti creati a tale scopo.

Articolo 27
Il socio che commette azioni disonorevoli, atti di indisciplina o viene meno agli impegni assunti ai sensi del secondo comma dell’art. 23, è passibile a seconda della gravità delle mancanze, di:
a) richiamo;
b) sospensione;
c) espulsione.


Articolo 28
La qualifica di socio si perde oltre che per espulsione, che ha effetto dalla data di notificazione del relativo provvedimento, anche per dimissioni, con decorrenza dal giorno successivo alla loro accettazione.


Articolo 29
L’organo competente a pronunciarsi in merito ai provvedimenti di cui ai precedenti articoli 27 e 28 è il Comitato nazionale, su proposta del Comitato provinciale.

 

DISPOSIZIONI VARIE

Articolo 30
L’Associazione provvede ai suoi scopi con le quote sociali, le entrate patrimoniali e gli eventuali contributi dello Stato, di enti pubblici e di privati.
Il Comitato nazionale, i Comitati provinciali ed i Comitati di sezione,
dal punto di vista patrimoniale, sono nel senso gestionale entità distinte tra di loro. Ciascun Comitato è quindi responsabile della gestione del proprio patrimonio, che deve essere amministrato in modo regolare e per fini statutari.


Articolo 31
L’importo della tessera sociale è fissato di anno in anno dal Comitato nazionale, che ne determina la ripartizione tra i vari organi periferici e centrali.

Articolo 32
La durata dell’esercizio finanziario corrisponde a quella dell’anno solare.
Entro il 31 ottobre ed il 31 marzo i Comitati di sezione, i Comitati provinciali e il Comitato nazionale compileranno ed approveranno i rispettivi bilanci preventivi e consuntivi sia finanziari che economico-patrimoniali.
Durante la vita dell’Associazione è fatto assoluto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili ed avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, a meno che la destinazione o distribuzione non siano imposte per legge.


Articolo 33
La bandiera dell’Associazione è il tricolore d’Italia con la scritta, nella parte bianca, «ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA – COMITATO NAZIONALE O PROVINCIALE O DI SEZIONE».
I soci potranno fregiarsi di un distintivo secondo il modello autorizzato dal Comitato nazionale.


Articolo 34
Scioglimento dell’Associazione
Lo scioglimento dell’Associazione deve essere deliberato dal Congresso nazionale con il voto favorevole di almeno tre quarti dei suoi componenti.
In caso di scioglimento, per qualunque causa, il patrimonio dell’Associazione sarà devoluto, con le modalità che saranno previste nell’atto di scioglimento, ad altra Associazione con finalità analoghe ovvero a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art 3 comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salva diversa destinazione imposta dalla legge.

 



• REGOLAMENTO ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D ’ ITALIA
Regolamento nazionale ANPI
(in attuazione dell’art. 5, comma 2, lettera f, dello Statuto associativo)
Testo approvato dal Comitato Nazionale il 30 marzo 2012; modificato
il 5 aprile 2019 e il 12 settembre 2019.


Art. 1
L’iscrizione

Tutti possono chiedere l’iscrizione all’ANPI, alle condizioni previste dallo Statuto (art. 23), salvo le limitazioni di cui appresso.

Il cittadino europeo è tenuto ad esibire, a richiesta, un documento ufficiale da cui si desuma il possesso della cittadinanza di uno Stato membro dell’U.E.

Lo straniero (non cittadino dell’U.E.) deve dimostrare di essere regolarmente soggiornante (D.Lgs. 286/1998), esibendo permesso di soggiorno o carta di soggiorno, o quanto meno dimostrando documentalmente di aver già presentato la domanda per ottenere il permesso di soggiorno e di essere in attesa della risposta. Nell’ipotesi di permesso a tempo determinato, alla scadenza potrà essere revocato il provvedimento
di iscrizione.

I giovani non ancora maggiorenni possono essere iscritti qualora abbiano avuto modo di collaborare con l’ANPI con significativo e continuativo impegno e dimostrazione di maturità e responsabilità.

La domanda di iscrizione è individuale e deve essere fatta su modulo stabilito dalla Segreteria nazionale, è rivolta alla sezione di competenza, che la approva e la trasmette al Comitato provinciale. Il Comitato dei garanti provinciale verifica le domande e ratifica l’iscrizione.

Di norma, l’iscrizione avviene nella sezione del luogo di lavoro o di studio ovvero nella sezione del comune di residenza. Qualora la sezione non esista o sia intercomunale, l’iscrizione dovrà avvenire nel comune di competenza, secondo una suddivisione del territorio stabilita dal Comitato Provinciale. Eventuali eccezioni, proposte e motivate dalla sezione interessata, devono essere esaminate e decise dal Comitato provinciale – o da suo organismo delegato – tenendo conto della natura e degli scopi dell’Associazione e delle circostanze di fatto alla base della proposta. Dalla documentazione per la richiesta di deroga devono risultare anche le circostanze a sostegno della effettiva possibilità del richiedente di partecipare anche fisicamente alle attività della sezione presso cui chiede l’iscrizione.

Le richieste di iscrizione pervenute on-line sono prese in considerazione con i criteri di cui al comma precedente.


Art. 2
Tessere particolari

Le tessere ad honorem sono attribuite esclusivamente in base ai requisiti stabiliti dall’art. 22 dello Statuto.

È istituita la tessera di “Amici dell’ANPI”, gratuita, segno di vicinanza alla Associazione e di condivisione dei suoi valori e obiettivi, riservata:
a) ai giovani non ancora maggiorenni che abbiano avuto modo di collaborare con l’ANPI con significativo impegno e dimostrazione di maturità e responsabilità;
b) a cittadini che abbiano collaborato con specifico significato e impegno ad attività particolarmente significative della sezione o del Comitato provinciale;
c) a stranieri presenti sul territorio nazionale che hanno combattuto a fianco dei partigiani o negli eserciti di Liberazione e che hanno sempre ricevuto, a pieno titolo, la tessera della nostra Associazione;
d) a stranieri non cittadini dell’U.E., che non essendo dotati di permesso di soggiorno, risultino tuttavia residenti stabilmente sul territorio italiano da almeno tre anni.

La tessera “Amici dell’ANPI” non consente l’esercizio del diritto di voto né quello elettorale, attivo o passivo. La tessera comporta il diritto di essere informati delle attività anche interne dell’ANPI, di partecipare alle iniziative di confronto e discussione ed ai suoi congressi con diritto di parola. Non consente l’esercizio del diritto di voto né
quello elettorale, attivo o passivo.

Art. 3
Diritti e doveri degli iscritti

Gli iscritti hanno il pieno diritto di partecipazione, di parola e di voto alle iniziative ed alle altre attività dell’ANPI. Nei congressi l’esercizio di tale diritto è organizzato secondo il regolamento congressuale approvato insieme alla loro indizione.

Gli iscritti sono titolari del diritto attivo e passivo di elezione agli organismi dirigenti ad ogni livello. Per accedere alle cariche direttive a livello di sezione occorre essere iscritti ed aver partecipato attivamente alla vita dell’Associazione da almeno un anno, per il livello provinciale da almeno due, per quello nazionale almeno cinque.

Ogni iscritto ha il dovere di contribuire alla vita, alla attività ed al finanziamento dell’ANPI, come fondamento materiale e politico della sua autonomia.

Gli iscritti sono tenuti a rispettare lo Statuto e i Regolamenti dell’Associazione, nonché le decisioni assunte dagli organismi dirigenti.

Gli iscritti hanno il diritto di partecipare anche in contraddittorio a tutte le fasi dei procedimenti disciplinari che li riguardino.

Non possono essere iscritti gli appartenenti ad associazioni segrete, ai sensi dell’art. 18 Cost. e dell’art. 18 della L. 17/1982, ovvero ad associazioni comunque denominate la cui composizione, finalità e azione siano incompatibili o in contrasto con i valori costituzionali e con gli scopi e le finalità dell’ANPI.

Non possono fare parte di organismi direttivi dell’ANPI iscritti anche ad altra Associazione partigiana.
Gli incarichi di Presidente, eventuale Vice Presidente, componente di Segreteria, Responsabile amministrativo e/o tesoriere, Coordinatore regionale, Coordinatore zonale, Presidente e componente del Collegio dei Revisori dei Conti sono incompatibili con gli incarichi esecutivi di livello comunale, provinciale, regionale e nazionale ricoperti in partiti, movimenti politici, sindacati. Sono altresì incompatibili con tutti gli incarichi istituzionali a livello circoscrizionale, comunale, provinciale, regionale, nazionale ed europeo. Per l’appartenenza ad organismi esecutivi di Associazioni e di Cooperative, con gli incarichi esecutivi ricoperti nell’ANPI si applicano le regole di incompatibilità sovraesposte. Eventuali eccezioni a tali principi generali possono essere deliberati in via straordinaria dalla Segreteria nazionale. All’atto dell’accettazione della candidatura in uno dei livelli istituzionali sopra indicati scatta automaticamente la sospensione dall’incarico nell’ANPI; in caso di elezione vi è la decadenza automatica dall’incarico ricoperto nell’Associazione.

Art. 4
Anagrafe degli iscritti

È costituita l’Anagrafe informatizzata degli iscritti, con lo scopo di:
• Registrare e mantenere aggiornato il quadro complessivo della composizione sociale della Associazione;
• Offrire uno strumento di lavoro ai Comitati provinciali.

L’inserimento dati avverrà a livello provinciale. Ogni Comitato Provinciale dovrà provvedere all’individuazione di un associato che si occuperà dell’inserimento dati e sarà successivamente incaricato di garantire il rispetto della normativa sulla privacy.
Analogo incarico verrà conferito a livello nazionale.

Restano in funzione:
• Il modulo per la richiesta di iscrizione, che deve prevedere l’accettazione esplicita al trattamento dei dati in rispetto della normativa sulla privacy;
• La consegna da parte delle sezioni locali, ai Comitati Provinciali, dei tagliandi delle tessere, debitamente compilati in ogni loro parte.


Art. 5
Le sezioni

La costituzione di una nuova sezione deve essere approvata dal Comitato provinciale competente per territorio. L’intesa, di cui all’art. 3, comma 3 dello Statuto, consiste in un atto espresso del Comitato provinciale.

Nel caso in cui vengano fatte domande di iscrizione da almeno 100 residenti in uno stesso Paese estero, il Comitato nazionale decide se autorizzare la costituzione di una sezione in quel Paese, con sede nella capitale o nella città di maggiore concentrazione degli iscritti. A quella sezione si applicano le norme dello Statuto e dei regolamenti previste per i comitati provinciali. Per la costituzione di eventuali successive sezioni si applicano le norme di cui all’art. 3 dello Statuto e si costituisce un coordinamento nazionale.

Le sezioni svolgono la loro attività ciascuna nel proprio ambito di competenza, territoriale ovvero di luogo di lavoro o studio, e sono impegnate per la positiva riuscita delle iniziative e campagne promosse dai livelli provinciale e nazionale.

Ciascuna sezione è impegnata secondo i princìpi della autonomia politica e culturale dell’ANPI, della sua unità, del pluralismo ideale e politico e in base al carattere determinante di essere una Associazione che discute, agisce, cresce nel suo insieme.

Ciascuna sezione è tenuta a segnalare preventivamente al Comitato provinciale le iniziative e le pubblicazioni, anche con mezzi informatici, impegnative del nome dell’ANPI. Analoga segnalazione deve essere fatta per la partecipazione di una sezione a manifestazioni promosse da altri soggetti, anche al fine di una valutazione comune. Manifestazioni o altre iniziative promosse o cui abbiano aderito il Comitato provinciale o nazionale dell’ANPI non sono oggetto di ulteriore adesione da parte di singole sezioni.

L’intitolazione della sezione, di norma, va dedicata tenendo in considerazione uomini e donne dell’Antifascismo e/o della Lotta di Liberazione locale o nazionale oppure a fatti e/o vicende legate all’Antifascismo e alla Lotta di Liberazione locali e/o Nazionali.


Art. 6
Assemblee e Congressi

L’assemblea ordinaria annuale della sezione, di cui all’art. 16 dello Statuto, deve procedere, prima dell’inizio dei lavori, alla nomina di un Presidente dell’Assemblea. L’ordine del giorno deve prevedere: esame dell’attività svolta nel corso dell’anno; programma di lavoro e iniziative previste per il nuovo anno; discussione sulla situazione politica e i compiti della Associazione; esame e approvazione del bilancio consuntivo e di previsione.

Le proposte per nuovi organismi dirigenti o per la integrazione di quelli esistenti devono essere formulate da una commissione elettorale nominata dalla assemblea all’inizio dei lavori.

Il Comitato nazionale ovvero il Comitato provinciale può approvare un documento politico da sottoporre alla discussione delle assemblee annuali.

Il Comitato nazionale convoca il Congresso nazionale, ex art. 3 dello Statuto, determinandone le modalità di svolgimento con l’approvazione del relativo regolamento.

Il regolamento congressuale indica l’ordine del giorno del congresso e i criteri e le modalità di elezione dei delegati. Ogni Comitato provinciale approva il regolamento per lo svolgimento del proprio congresso.


Art. 7
Gli organi dell’Associazione

I Comitati provinciali sono tenuti ad organizzare attività formative volte alla valorizzazione dell’antifascismo, della pace, della Resistenza e della Guerra di Liberazione, alla conoscenza, attuazione, rispetto e difesa della Costituzione.

I dirigenti dell’ANPI, a tutti i livelli, hanno il dovere della conoscenza della storia della Resistenza in generale e, in particolare quella svolta nella loro provincia.

Nella composizione degli organismi dirigenti a tutti i livelli deve essere rispettata una clausola di non prevalenza: di norma, nessun genere può essere rappresentato per quote inferiori al 40%.

Il componente di un organismo dirigente a qualsiasi livello assente ingiustificato per tre volte è automaticamente decaduto.

Gli organismi dirigenti a tutti i livelli, oltre a scegliere tra i propri componenti il Presidente, procedono alla nomina di un vicepresidente vicario, scelto tra i vicepresidenti, che sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento.

Titolare delle decisioni politiche, in coerenza con gli orientamenti e le decisioni nazionali, è il Comitato, a ciascuno dei livelli congressuali previsti dallo Statuto: sezionale, provinciale, nazionale. Situazioni o condizioni di particolare urgenza ovvero emergenza possono essere decise dal Presidente, anche ricorrendo le circostanze di cui al successivo comma 7; in questo caso, il Comitato, nella sua prima riunione utile, procederà alla conferma o meno delle decisioni assunte.

Ad ogni livello congressuale della Associazione, i vicepresidenti coadiuvano il Presidente nello svolgimento delle sue funzioni e svolgono funzioni di rappresentanza politica e istituzionale. I vicepresidenti e la segreteria, su impulso del Presidente possono svolgere funzioni di carattere istruttorio delle decisioni di competenza del Comitato di corrispondente livello.

I componenti del Comitato nazionale hanno diritto di essere informati delle iniziative che si svolgono nel proprio ambito regionale.

Art. 8
Gli organismi di coordinamento

Il Comitato regionale, ove costituito, svolge – oltre a quanto stabilito dall’art. 9 dello Statuto – funzioni di supporto ai Comitati provinciali in relazione al consolidamento ed allo sviluppo della Associazione, su richiesta dei Comitati provinciali ovvero del Comitato nazionale.

In ottemperanza a quanto previsto dal Documento approvato al Congresso Nazionale di Torino e in continuità con l’esperienza storica dell’Associazione, è costituito il Coordinamento nazionale delle donne dell’ANPI come strumento di confronto, elaborazione, proposta ed iniziativa e come luogo di partecipazione attiva delle donne alla vita dell’associazione e di rapporto solidale tra le generazioni. Il coordinamento femminile, che non si configura come organo statutario, interagisce e collabora con gli organi dirigenti al fine di rafforzare ed arricchire la cultura e l’iniziativa politica dell’associazione, di valorizzare la storia e la memoria delle donne della Resistenza, di sostenere l’impegno per una compiuta cittadinanza delle donne nella democrazia.
Forme, tempi, programmi di lavoro del Coordinamento femminile sono determinati in autonomia dalle compagne. La Responsabile del Coordinamento nazionale deve essere componente del Comitato Nazionale.
Anche a livello provinciale possono essere costituite forme di coordinamento delle donne.

Si possono altresì costituire, nel rispetto dell’autonomia delle Sezioni territoriali, Coordinamenti di Zona, con funzioni di supporto organizzativo ed in stretta collaborazione con il Comitato Provinciale.


Art. 9
Gli organismi di garanzia

In attuazione dell’art. 29 dello Statuto, a livello nazionale e provinciale della Associazione il corrispondente Comitato nomina una Commissione di garanti dei diritti della Associazione e degli iscritti, composta da non meno di tre componenti e comunque in numero dispari.

La Commissione svolge una funzione istruttoria, nel corso della quale può acquisire documentazione e informazioni, procedere ad audizioni anche in contraddittorio. Agisce su segnalazione e impulso da parte di iscritti ovvero da parte di cittadini e organizzazioni venute a conoscenza di fatti rilevanti ai fini di interventi – anche di tipo disciplinare – a tutela della Associazione; agisce, altresì, su impulso del Comitato competente.

Le pratiche disciplinari “locali” devono essere istruite dalla competente Commissione Provinciale di garanzia, ma la proposta finale deve essere indirizzata al Comitato Nazionale, unico competente, a norma di Statuto (art. 29) ad adottare provvedimenti disciplinari. Invece, per tutte le questioni o controversie non disciplinari, la Commissione istruttoria locale riferisce e fa proposte al Comitato Provinciale competente per territorio. L’esito degli accertamenti svolti e la proposta di deliberazione per il Comitato sono motivati e in forma scritta. Sulla proposta vota a maggioranza il Comitato competente.

In ottemperanza all’art. 3, comma 6, del Regolamento, quando si apre una procedura disciplinare in fase istruttoria, il Presidente della Commissione di garanzia ne dà notizia al Presidente Nazionale o al Presidente Provinciale (a seconda della competenza) che, a nome dell’ANPI, ne informa l’interessato. Si considera aperta la procedura disciplinare quando la Commissione istruttoria, compiuta la prima delibazione ed i primi accertamenti documentali decide di procedere ad una formale istruttoria.

L’esito degli accertamenti svolti e la proposta di deliberazione per il Comitato sono motivati e in forma scritta. Sulla proposta vota a maggioranza il Comitato competente.


Art. 10
Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore a far data dal 2 maggio 2012.


(Fonte: www.anpi.it)

 

Le Statut de l’Association Nationale Partisans d’Italie « Carlo et Nello Rosselli »

PREAMBULE

Section parisienne de l’Association Nationale Partisans d’Italie « Carlo et Nello Rosselli »

L’association « Section parisienne de l’Association Nationale Partisans d’Italie, Carlo et Nello Rosselli » est fondée sur une volonté d’échange multiculturel faisant référence aux valeurs de la Résistance au niveau international et européen finalisée à leur sauvegarde.

Art.1 CONSTITUTION

Il est fondé par les adhérents aux présents Statuts une association régie par la Loi l” juillet 1901 et le décret du 16 août 1901, ayant pour titre « Section parisienne de l’Association Nationale Partisans d’Italie, Carlo et Nello Rosselli ».

Art.2 OBJET

L’association « Section parisienne de l’Association Nationale Partisans d’Italie, Carlo et Nello Rosselli » a pour but de :

  • Réunir en association tous ceux qui ont participé et participent à la lutte contre le nazi-fascisme ou se réclament de ses valeurs, afin d’empêcher le retour de toute forme de tyrannie et d’absolutisme
  • Valoriser au niveau international la contribution à la cause de la liberté fournie par l’action des partisans et des antifascistes et perpétuer la mémoire des Morts
  • Protéger l’honneur et le nom « Partisan » contre toute forme d’insulte ou de spéculation
  • Promouvoir des études visant à mettre en évidence l’importance de la guerre partisane pour dégager l’Italie et l’Europe occupée de la servitude allemande et reconquérir la liberté
  • Se battre afin que les principes fondateurs de la Guerre de Libération deviennent des éléments essentiels de la formation des jeunes générations
  • Aider et soutenir tous ceux qui luttent, individuellement ou en s’associant, pour les valeurs de liberté et de démocratie qui ont été le fondement de la guerre partisane et y ont trouvé leur plus haute expression.

Art.3 : SIEGE SOCIAL

L’association « Section parisienne de l’Association Nationale Partisans d’Italie, Carlo et Nello Rosselli » est domiciliée à Paris 10° au siège de l’Association « Les Garibaldiens » 20, rue des Vinaigriers.

Le siège pourra être transféré par simple décision du Conseil d’Administration ; la ratification par assemblée générale sera nécessaire.

Art.4 : DUREE

La durée de l’association est illimitée.

Art.5 : ADHESION

Peuvent adhérer comme associes avec droit de vote, en le demandant par écrit, tous ceux qui, partageant le patrimoine idéal, les valeurs et les finalités de l’Association Nationale Partisans d’Italie, veulent contribuer, en leur qualité d’antifascistes, par leur engagement concret, à la réalisation et à la pérennité des buts de l’association, afin de conserver, protéger et diffuser la connaissance de l’histoire et des valeurs que la Résistance, par la lutte et par l’engagement civil et démocratique, a livrés aux nouvelles générations comme élément fondateur de la République, de la Constitution et de l’Union Européenne et comme patrimoine essentiel de la mémoire de l’Italie et de I’Europe.

L’adhérent s’engage à verser le montant de la cotisation indiqué sur la carte, qui sera donné par le comité National ANPI de Rome.

Art.6 : LES MEMBRES DE L’ASSOCIATION

Sont membres ceux qui ont versé annuellement une somme déterminée par l’Association. Certains membres sont chargés des responsabilités concernant l’administration, l’organisation et la gestion de l’ensemble des activités qui garantissent le fonctionnement de l’Association.

Art.7 : RESPONSABILITE DES MEMBRES

Aucun des membres de l’Association n’est personnellement responsable des engagements contractés par elle. Seul le patrimoine de l’association répond de ses engagements. En matière de gestion, la responsabilité incombe, sous réserve d’appréciation souveraine des tribunaux, aux membres du conseil d’administration et aux membres de son bureau.

Art. 8 : PERTE DE LA QUALITE DE MEMBRE

La qualité de membre se perd par :

  • La démission ;
  • Le décès ;
  • La radiation prononcée par le Conseil d’Administration pour non payement de la cotisation ou pour motif grave ou pour des pratiques incompatibles avec le règlement intérieur de l’association, l’intéressé/e ayant été invité/e par lettre recommandée à se présenter devant le Bureau pour fournir des explications.

Art.9 : RESSOURCES DE L’ASSOCIATION

Les ressources de l’Association comprennent :

  • Le montant des cotisations ;
  • Les subventions provenant du Parlement Européen, de l’Ambassade italienne ou du Consulat italien à Paris ainsi que d’autres subventions publiques auxquelles l’association peut avoir droit en rapport à son caractère socio-éducatif, culturel et d’information ;
  • Les recettes perçues au titre de différentes opérations effectuées lors des manifestations de soutien pour obtenir des moyens financiers exceptionnels permettant de faciliter la réalisation des buts poursuivis ;
  • Les dons de particuliers ;
  • Les intérêts et redevances de biens et valeurs qu’elle peut posséder et de toutes autres ressources autorisées par la loi. L’Association peut recourir en cas de nécessité, à un ou plusieurs emprunts bancaires ou privés ;
  • Les autres ressources qui ne sont pas contraires aux règles en vigueur.

Art.10 : ORGANISATION COMPTABLE

Les comptes de bilan et les comptes de résultats que l’association doit établir chaque année peuvent être vérifiés par un commissaire aux comptes désigné sur la liste des commissaires aux comptes du ressort géographique du siège social de l’association.

Art.11 : CONSEIL D’ADMINISTRATION

L’Association est dirigée par un Conseil d’administration qui comprend un bureau composé d’un/e président/e, de deux vice-présidents/es, d’un/e trésorier/e et d’un/e secrétaire.

Est éligible au Conseil d’administration tout membre de l’association, âgé d’au moins 18 ans le jour de l’élection et à jour de ses cotisations.

Art.12 : REUNIONS

Le Conseil d’administration se réunit au moins une fois tous les trois mois, sur convocation du président ou à la demande de la moitié plus un de ses membres actifs. Les décisions sont prises à la majorité des voix des présents. Le vote par procuration n’est pas autorisé. Tout membre du Conseil qui, sans excuse, n’aura pas assisté à trois réunions consécutives, pourra être considéré comme démissionnaire.

Art.13 : POUVOIRS DU CONSEIL D’ADMINISTRATION

Le Conseil d’administration est investi des pouvoirs les plus étendus dans les limites de l’objet de l’association et dans le cadre des résolutions adoptées par l’assemblée générale. Il peut autoriser tous actes ou opérations qui ne sont pas statutairement de la compétence de l’assemblée générale ordinaire ou extraordinaire. Il se prononce sur les admissions des membres de l’association. Il se prononce également sur les mesures de radiation et d’exclusion des membres. Il contrôle la gestion des membres du bureau, qui doit rendre compte de ses activités à l’occasion de ses réunions. Il autorise l’ouverture de tous comptes bancaires, ou postaux et auprès de tous autres établissements de crédit, effectue tous emplois de fonds, contracte tous emprunts hypothécaires ou autres, sollicite toutes subventions, requiert toutes inscriptions ou transcriptions utiles. Il autorise le président ou le trésorier à exécuter tous les actes, aliénations et investissements reconnus nécessaires des biens et des valeurs appartenant à l’association et à passer les marchés et contrats nécessaires à la poursuite de son objet.

Art.14 : ROLES DE CHACUN DES MEMBRES DU BUREAU

Le bureau prépare les réunions du Conseil d’administration dont il exécute les décisions et traite les affaires courantes dans l’intervalle des réunions du Conseil d’administration. Il se réunit 2 fois par an.

Le président réunit et préside le Conseil d’administration et le bureau. Il représente l’association en justice et dans tous les actes de la vie civile. Il peut déléguer, sur avis du Conseil d’administration, ses pouvoirs à un autre membre du Conseil d’administration.

Le secrétaire est chargé de la correspondance statutaire, notamment l’envoi des convocations.

Il rédige les procès-verbaux des instances statutaires et en assure la transcription sur les registres prévus à cet effet.

Le trésorier tient scrupuleusement à jour les comptes de cette association.

Art.15 : REMUNERATIONS

Les mandats des membres du Conseil d’administration sont gratuits. Toutefois, les frais et débours occasionnés par l’accomplissement de leur mandat peuvent être remboursés aux administrateurs sur présentation d’un justificatif. De même, les membres du Conseil d’administration peuvent être employés par l’association hors cadre de l’administration de l’association (contrat de travail à durée déterminée ou indéterminée) et percevoir à ce titre, et seulement à ce titre, des salaires.

Le rapport financier présenté à l’assemblée générale doit faire mention des remboursements des frais de mission, de déplacement ou de représentation réglés à des administrateurs.

Art.16 : ASSEMBLEE GENERALE ORDINAIRE

L’Assemblée générale ordinaire comprend tous les membres à jour de leurs cotisations, à quelque titre qu’ils soient affiliés à l’association. L’Assemblée générale ordinaire se réunit chaque année au mois de Janvier.

Quinze jours au moins avant la date fixée, les membres de l’association sont convoqués par le soin du bureau. L’ordre du jour est indiqué sur les convocations. Le Trésorier rend compte de sa gestion et soumet le bilan à l’approbation de l’assemblée. Ne devront être traitées, lors de l’assemblée générale, que les questions soumises à l’ordre du jour.

Art.17 : Assemblée générale extraordinaire

Si besoin est ou à la demande, écrite et signée, de la moitié plus un des membres inscrits, le président doit convoquer une assemblée générale extraordinaire, suivant les formalités prévues par l’article 11.

Pour que les délibérations soient valides, l’approbation de la majorité des deux tiers des membres présents est nécessaire.

Art.18 : CARACTERISTIQUES

L’association « Section parisienne de l’Association Nationale Partisans d’Italie, Carlo et Nello Rosselli » est une association fondée sur la référence à la Résistance et aux tendances diverses qui ont participé à la lutte de libération. L’association est un espace de recherche et d’action autour des questions de résistance aux différentes formes d’oppression sociale, dans la perspective d’une libération humaine.

Dans cette association, les différences culturelles, cultuelles, celles des parcours politiques d’émancipation et de liberté, ainsi que la défense de l’expression identitaire selon l’orientation sexuelle se rassemblent dans une lutte commune contre l’homophobie, le racisme, l’antisémitisme et toute autre forme de discrimination.

Art. 19 : DISSOLUTION DES BIENS

En cas de dissolution prononcée, à l’unanimité, par le Conseil d’administration, ainsi que par les deux tiers au moins des membres présents à l’Assemblée, celle-ci désigne un ou plusieurs liquidateurs qui seront chargés de la liquidation des biens de l’association et dont elle détermine les pouvoirs. Les membres de l’association ne peuvent se voir attribuer, en dehors de la reprise de leurs apports financiers, mobiliers ou immobiliers, une part quelconque des biens de l’association. L’actif net subsistant sera attribué obligatoirement à une ou plusieurs associations poursuivant des buts similaires et qui seront désignées par l’assemblée générale extraordinaire.

Art. 20 : FORMALITES

Le président élu doit accomplir toutes les formalités de déclaration et de publication prévues par la loi, tant au moment de la création de l’association qu’au cours de son existence.

CHARTE DE L’ASSOCIATION

Section parisienne de l’Association Nationale Partisans d’Italie « Carlo et Nello Rosselli » .

La section parisienne de I’A.N.P.I. « Carlo et Nello Rosselli » veut :

  • Préserver la mémoire de la Résistance en Italie, en France et en Europe, en rappelant tous les ans les moments essentiels de son histoire – notamment ceux qui ont eu lieu à Paris et en France – par des conférences, des débats, des projections, la collecte et l’élaboration de matériel documentaire ;
  • Créer un réseau reliant le siège de Paris, outre qu’à I’A.N.P.I. italienne et aux associations auxquelles elle est liée, aux associations italiennes qui à l’étranger poursuivent le même but et à celles de la Résistance française et européenne, en développant un programme de collaboration et de confrontation concernant les expériences réciproques ;
  • Actualiser les valeurs qui furent celles de la Résistance italienne et européenne, en les reliant à celles exprimées par les luttes que les forces de progrès mènent aujourd’hui en Europe contre les nouvelles formes de fascisme, de xénophobie, de racisme, de sexisme, pour une nouvelle démocratie, celle-là même dont les partisans poursuivirent la réalisation jusqu’au sacrifice de leur vie ;
  • Réunir tous ceux qui ont participé par leur action personnelle directe à la guerre partisane contre le nazi-fascisme, pour la libération de l’Italie et tous ceux qui, luttant contre les nazi-fascistes, ont contribué à redonner à notre pays la liberté et à favoriser un régime de démocratie, afin d’empêcher le retour de quelque forme que ce soit de tyrannie et d’absolutisme, ainsi que tous ceux qui aujourd’hui se réclament des valeurs de la Résistance ;
  • Valoriser au niveau national et international la contribution réelle apportée à la cause de la liberté par l’action des partisans et des antifascistes, glorifier les Morts et en éterniser la mémoire ;
  • Protéger l’honneur et le nom « partisan » contre toute forme d’offense ou de spéculation ;
  • Conserver les liens de fraternité entre les partisans italiens et les partisans d’autres pays, notamment la France ;
  • Promouvoir des études visant à mettre en valeur l’importance de la guerre partisane dans le but du dégagement du pays de la servitude allemande et des reconquêtes de la liberté ;
  • Se battre afin que les principes à la base de la Guerre de Libération deviennent des éléments essentiels dans la formation des jeunes générations ;
  • Contribuer à la pleine réalisation, dans les lois et dans les mœurs, de la Constitution italienne, résultat de la Guerre de Libération, en toute fidélité à l’esprit qui en a dicté les articles.

L’Association est un endroit ouvert, accueillant, vivace et démocratique, un symbole de la lutte contre l’institutionnalisme, le bureaucratisme, le carriérisme et l’autoritarisme et tout ce qui la concerne est – dans les limites du possible – public, les réunions sont ouvertes aux adhérents et aux sympathisants et verbalisées, les archives et les documents comptables sont librement accessibles.

L’association s’activera pour organiser des rencontres avec les associations de langue italienne et autres poursuivant les mêmes buts, mais aussi des fêtes, du théâtre, des spectacles, des vidéos, du cinéma, des repas, pour instaurer un rapport avec ses interlocuteurs.

L’association est le lieu de l’alliance de tous les sujets sociaux opprimés qui trouvent dans les valeurs de la Résistance leur représentation naturelle.

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