Un’intervista di Lisa Ginzburg a Piero Terracina

Domenica 26 gennaio 2020, dalle ore 17:00 alle 19:00

Chez Acli Paris – 28 Rue Claude Tillier – Paris 12

PER NON DIMENTICARE…

Con Lisa Ginzburg, ricorderemo Piero Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz, mancato a Roma il 9 dicembre 2019 a 91 anni: Lisa lo intervistò nel 2000 per la trasmissione “Il Novecento racconta” di RAI Radio3 e, ascoltando alcuni brani dell’intervista, ci racconterà la sua storia, il ricordo e le emozioni di quell’incontro.


Piero Terracina nacque il 12 novembre 1928 a Roma da Giovanni Terracina e Lidia Ascoli. Ebbe due fratelli maggiori, Leo e Cesare, ed una sorella maggiore, ed una sorella maggiore, Anna. Il padre lavorava come rappresentante di tessuti. La famiglia viveva nel quartiere di Trastevere.

Piero frequentò le scuole pubbliche sino al 193, quando fu costretto ad abbandonarle e ad iscriversi alle scuole ebraiche a seguito dell’emanazione delle leggi razziali. Il padre continuò a lavorare sino al 1942 quando la ditta, di proprietà di un ebreo, entrò in crisi per l’inasprirsi delle leggi razziali.

Il 7 aprile 1944 Piero, con i genitori, i fratelli, uno zio paterno ed un nonno, era riunito coi familiari per festeggiare la Pasqua ebraica, fu arrestato e incarcerato a Regina Coeli. Il 12 aprile 1944 l’intera famiglia venne caricata su un camion diretto a Siena; da qui raggiunse il campo di Fossoli di Carpi, dove assistette all’omicidio di un prigioniero da parte di una sentinella SS. per non avere risposto celermente ad un comando. La famiglia vi rimase sino al 16 maggio 1944, quando venne condotta alla stazione di Carpi.

Qui venne divisa e Piero fu caricato con gli uomini della famiglia su un vagone piombato di un convoglio diretto ad Auschwitz. Dopo un lungo viaggio il treno arrivò alla stazione di Auschwitz dove sostò per parecchie ore prima di entrare nel campo di concentramento di Birkenau.

Non rivide mai più i genitori ed il nonno. In seguito, venne condotto alle docce, fu fatto spogliare, venne depilato, rasato e tatuato con il numero di matricola. Venne alloggiato in una baracca e impiegato per tutta l’estate del 1944 nella bonifica di un’area fuori dal campo.

Nel settembre 1944 lo zio di Piero non superò una selezione e venne ucciso. Nell’ottobre 1944 Piero fu separato dai fratelli e sistemato in una baracca riservata ai ragazzi minori di 18 anni. Il 19 gennaio 1945 venne evacuato insieme ai pochi prigionieri rimasti. Durante la marcia le sentinelle SS. si diedero alla fuga per sfuggire alle truppe russe che avanzavano.

Piero cercò un riparo dal freddo e raggiunse il campo di Auschwitz, ormai abbandonato. Qui venne liberato il 27 gennaio 1945 dalle truppe sovietiche.

Fu l’unico sopravvissuto dei familiari deportati.

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Sentinelli di Parigi – Sardine di Parigi – Acli Paris

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